Area riservata ai soci

Sadhana - Filosofia

07/09/2023

Insegnare IYENGAR® Yoga senza parole

di Dörthe Schnakenberg

 

 

Nel 2018 M. venne a trovarmi nel mio Studio di Iyengar Yoga a Campi Bisenzio/Firenze per chiedere delle lezioni private. M. aveva 39 anni, sorda e sofferente fin dalla nascita della sindrome di Usher, una malattia caratterizzata, oltre che dalla sordità, da restrizione nel campo visivo e difficoltà di vedere nel buio. Nel suo caso il campo visivo è appena del 20%. Non aveva mai praticato yoga o altre discipline del genere ma poteva camminare e muoversi in modo quasi normale.

Ho visto da subito una donna dinamica, energica, felice, con il desiderio di conoscere lo yoga. Fin dall'inizio abbiamo avuto un buon rapporto e la fiducia reciproca si è rapidamente sviluppata. M. spiega che la mancanza di equilibrio causata dalla sordità è un problema. Il suo modo di camminare è deciso ma leggermente ondeggiante; la vista limitata è ovviamente un ostacolo. Non vede praticamente quasi nulla intorno a sé o a terra; di conseguenza è costantemente tesa, preoccupata e attenta a non cadere o inciampare.
 

Comunicare e percepire

M. è sorda dalla nascita, ma ha imparato a parlare grazie al costante lavoro con il logopedista. Può percepire le vibrazioni ed è generalmente molto sensibile alle sensazioni corporee. Fin da piccola ha portato delle protesi auricolari da cui non traeva nessun vantaggio; così è stata fino a 27 anni senza sentire niente. Poi ha iniziato a portare impianti cocleari con programmi e frequenze. Questo tipo di impianto trasforma i suoni in segnali elettrici inviati direttamente al nervo acustico. In tal modo, può aggirare le aree danneggiate dell'orecchio. Così lei riesce a percepire rumori, toni, parole e molti suoni. L'impianto cocleare però è stato di ostacolo durante la pratica perché era troppo grande e non abbastanza stabile. Di conseguenza, le lezioni si svolgono senza alcun supporto per la comprensione dei suoni e solo sulla base della lettura labiale.

 

 

All'inizio ho avuto dei dubbi su come strutturare le lezioni, poi è iniziata una sorta di avventura di coraggio, fiducia e un po' di follia. Con la chiara impostazione dell'Iyengar Yoga mi sono però sentita al sicuro e gradualmente ho scelto tutti gli āsana più adatti a stabilizzare l'equilibrio. Poi ho continuato ad aggiungere nuovi āsana per rinforzare la muscolatura del corpo. Le posizioni in piedi sono quelle che si sono rivelate più adatte ed occupano quindi gran parte della pratica. Infatti la paura di cadere, la sensazione di instabilità sono le sensazioni che più rendono difficile la vita di M.
Ma, al di là del problema della sequenza e degli āsana, come possono essere impartite le istruzioni? Soprattutto quando la testa è abbassata come in adho mukha śvānāsana e uttānāsana?
Ho imparato a muovermi molto per la stanza e guardarla sempre negli occhi in modo che possa leggere le labbra. Il mio linguaggio è molto semplice, con istruzioni brevi e un suono dolce. All'inizio parlavo a voce molto alta, ma poi ho scoperto non essere necessario. Era importante parlare e articolare le indicazioni in modo chiaro, in una opportuna angolazione di luce, proprio di fronte a lei.
Così, ad esempio, mi sono vista allungata a testa in giù in prasārita pādottānasana per spiegare, come con uno specchio. Con leggere correzioni manuali cerco di mostrare come eseguire correttamente gli āsana.
Prima faccio la dimostrazione della posizione e poi spiego in poche parole che cosa deve fare. Col tempo e la ripetizione le posizioni diventano più sicure e raffinate nonostante le istruzioni non possano essere arricchite più di tanto.


La creatività è sempre importante

Mi preparo prima la sequenza di ogni lezione, ma la creatività del momento è molto importante. A volte M. è molto tesa. Mi racconta quanto possano essere stressanti la quotidianità oppure le tante ore di lavoro che deve eseguire al computer. In base ai suoi racconti e all’osservazione penso a come può sciogliersi meglio. E così, ad esempio, si è sviluppata la libera circolazione nella stanza. Le chiedo di camminare e saltellare a velocità diverse, poi di camminare sui talloni, sulla punta della dita e sul piede esterno per mobilizzare le dita e le caviglie.

Ora sto riflettendo su come aiutarla in śavāsana, dato che le istruzioni sono completamente omesse nel suo caso. Le ho fatto leggere la spiegazione di śavāsana in Light on Yoga di BKS Iyengar per darle un'idea. Per farla uscire dalla posizione, uso una campana tibetana posizionata sull' addome facendola vibrare tre volte.

 

 

Lo stesso sta succedendo per il prāṇāyāma. Per prima cosa, le ho fatto accostare le mani all'addome, alle costole e al petto per avvertire il movimento del respiro. Il suo respiro è generalmente piuttosto breve e ha difficoltà ad espandersi. Attraverso la pratica, il diaframma, che fin da sempre era abbastanza stretto, si è espanso e aperto.


Gli obiettivi raggiunti

Sono stati raggiunti con la pratica numerosi e significativi obiettivi. In primo luogo, la maggiore confidenza e fiducia in sé stessa e nel corpo. Inoltre, ha imparato a saltare in modo coordinato e seguendo un ritmo, per esempio per entrare nelle varie posizioni in piedi e ripetendo anche più volte solo il salto per entrare ed uscire. M. ha imparato a camminare muovendo in modo coordinato le braccia e le gambe. L’ho aiutata a muoversi in un cammino ad ostacoli, ad esempio eseguire una specie di slalom intorno ai mattoni nella stanza per migliorare l’equilibrio, camminando su una fila di mattoni. Questo per lei è molto difficile. Inoltre, ha imparato ad eseguire le posizioni in piedi senza l'aiuto del muro. Esegue vīrabhadrāsana I e II e altre posizioni in piedi con il tallone contro il muro, a volte con la sedia e con lo sguardo fermo all'altezza degli occhi, rendendo l'āsana più stabile. Ha imparato anche le posizioni capovolte: pincha mayūrāsana, adho mukha vṛkṣāsana, śirsāsana, sarvangāsana.

 

 

M. viene regolarmente due volte a settimana per le lezioni private. La sua perseveranza e disponibilità ad imparare è notevole. Io sono felice e grata di poterla accompagnare e sostenere, di aiutarla a diventare sempre più sicura nei movimenti del suo corpo.
Da lei ho imparato la pazienza. Non arrendersi mai, trovare sempre una soluzione e andare avanti, non prendere la vita troppo sul serio e prendersi cura di sé stessi.
Grazie all’uso dello yoga in tutte le sue sfaccettature e possibilità, corpo, mente e anima diventano più flessibili e connessi. Namasté!

 

Riflessioni di M.

“All’inizio della mia pratica di Iyengar Yoga ero un po’ scettica ma decisa a scoprire questa nuova disciplina. Prima di conoscere l’Iyengar Yoga non avevo nessuna conoscenza e consapevolezza del corpo. Il mio corpo era rigido, non ero in grado di controllarlo. Avevo tanti problemi di equilibrio e quando camminavo spesso inciampavo e cadevo. Non avevo capito che il mio corpo aveva bisogno di qualcosa, del mio prendersi cura, della mia fiducia, della mia forza e consapevolezza. Il mio corpo aveva bisogno di essere guidato. Il mio respiro era sempre corto, il diaframma rigido e stretto, avevo tante tensioni e paure a causa del deficit uditivo -visivo.
Con la mia insegnante abbiamo iniziato un percorso, un lavoro duro e faticoso. All’inizio non capivo niente, non capivo cosa stavo facendo. Ho lavorato per cinque anni con la mia insegnante, sempre due volte alla settimana e poi a casa da sola. Il lavoro ha portato graduali e significativi risultati. I problemi di equilibrio sono diminuiti, inciampo meno e quando succede mi riprendo più facilmente. Ho controllo sul corpo, riesco a guidarlo, il mio respiro è più largo e profondo. Sento che il corpo ha più confidenza con la mia persona, è guidato dalla mente, dalla consapevolezza, dal respiro.
Le posizioni che all’inizio erano impossibili sono diventate possibili. Il mio corpo sta cambiando, ora ha più flessibilità e stabilità. E questo è il risultato di un lavoro con un’ottima, instancabile, attenta insegnante con determinazione mentale e fisica. Ora questa pratica è diventata una fonte essenziale della mia vita.”


Referenze immagini

Dörthe Schnakenberg per l'archivio AIYI.

 


© Associazione Iyengar Yoga Italia (AIYI), agosto 2023

Via Leonardo Fibonacci 27 50131 Firenze

Tel/Fax 055 674426

info@iyengaryoga.it

Segreteria

contatta la segreteria tramite email: info@iyengaryoga.it o telefonicamente allo 055 674426
Consulta orari

PODCAST

Puntate dedicate agli scritti di B.K.S. Iyengar, di altri autori e approfondimenti riguardanti la pratica e la filosofia.
Ascolta il podcast

Sadhana BLOG

Articoli, approfondimenti, risultati di ricerche
Scopri di più

BLOG Online Education - Prashant Iyengar

Classi su Youtube, sinossi della lezione, trascrizione e traduzione in italiano.
Scopri di più

Seminari e Lezioni IYENGAR® Yoga

Seminari e lezioni di insegnanti certificati
Guarda tutti

Il Metodo IYENGAR® Yoga

Prende il nome dal maestro B.K.S. Iyengar che, in oltre novant'anni di dedizione allo Yoga, ha approfondito lo studio e gli effetti degli Asana e del Pranayama.
Scopri di più

Cerca insegnanti IYENGAR® Yoga

Cerca l'insegnante certificato IYENGAR® Yoga più vicino a te
Cerca un insegnante

Elenco Insegnanti IYENGAR®Yoga

Consulta l'elenco degli insegnanti certificati IYENGAR® Yoga
Consulta elenco

Password dimenticata?

Se sei già iscritto inserisci il tuo indirizzo email per impostare una nuova password di accesso!
Imposta nuova password

Conto Bancario AIYI APS

Associazione Iyengar Yoga Italia (AIYI) APS Numero c/c : 213200000024 Banca: BANCO BPM S.P.A. IBAN: IT52C0503402807000000000024 SWIFT: BAPPIT21N32
Scopri di più

News per insegnanti

Sei un insegnante? Ci sono novità per te! Accedi all'area riservata per scoprirle
Accedi